Le sette principali forme di combattimento nell’universo di Star Wars™ sono:
Forma I: SHII-CHO
La prima forma è la più semplice da apprendere, ma non per questo la meno efficace. Permette una buona difesa e prevede attacchi insidiosi per qualunque avversario. Estremamente utile contro un numeroso gruppo di nemici, mostra i suoi limiti nel combattimento uno contro uno.
Dallo studio di quanto descritto e della ricchissima cultura schermistica europea ed orientale abbiamo tirato fuori una tecnica che si adatta a tutte le descrizioni trovate, che può essere portata in modo difensivo (Jedi) ed offensivo (Sith) e che forma la base di ogni stile successivo.
Forma II: MAKASHI

È descritto come molto elegante, potente, richiede molta precisione per permettere a chi lo usa di attaccare e difendersi con poca spesa. È anche necessario mantenere un preciso lavoro con i piedi per mantenere una certa distanza dall’avversario durante la difesa e mentre ci si muove in attacco. Chi usa il Makashi si muove con eleganza, è preciso, calmo e sicuro di sé.
La derivazione del Makashi, come molti avranno intuito dalla descrizione, è più sulla moderna scherma europea che su quella orientale e più precisamente la sciabola. Ovviamente non vengono portati affondi, limitando parecchio le possibili manovre offensive, ma l’impostazione di base è una delle più peculiari dei Sette Stili, come vengono insegnati in Accademia.
Forma III: SORESU

La Forma III usa movimenti molto vicini al corpo, nel tentativo di proteggerlo totalmente e spendere meno energia possibile. Questa tecnica riduce l’esposizione del corpo, rendendo un utente molto esperto di questo stile quasi invincibile.
Chi usa il Soresu rimane con sicurezza sulla difensiva finché l’avversario non rivela una debolezza. Viene descritta come una forma passiva di combattimento, usata da persone molto riservate e pazienti.
Il Soresu pone le sue salde basi sullo Shii-Cho, ma fondamentalmente è uno stato della mente che, a prescindere dalle singole tecniche in concreto applicate, ha in realtà uno scopo molto superiore rispetto all’aspetto tecnico puro. Da questo punto di vista si pone in una posizione diametralmente opposta rispetto al Makashi. A differenza del Makashi infatti tende a semplificare molto i movimenti e le posizioni, e asserve ogni tecnica ai suoi fondamentali principi: portare l’avversario a scoprirsi ed arrivare alla fine del combattimento ancora in piena energia.
Forma IV: ATARU

Chi pratica l’Ataru è sempre sulla offensiva, attaccando con veloci e potenti fendenti. A causa della sua natura aggressiva questo stile può indurre eccessiva spavalderia e lasciare delle aperture al nemico per contrattacchi. Questa forma non è efficace per combattimenti prolungati, perché può richiedere un alto tributo energetico.
Forma V: DJEM-SO

Il Djem-So è uno stile sviluppato da Jedi che usavano il Soresu ma che preferivano una forma più offensiva che difensiva. Il Djem-So si evolve in uno stile che combina le manovre difensive del Soresu con la filosofia aggressiva del Makashi. I problemi di questa forma risiedono nel fatto che chi la usa può diventare impulsivo e avventato, abbassando inavvertitamente la difesa. Questo stile è identificato come il più aggressivo, insieme alla forma chiamata Juyo, rifinita con il Vaapad da Mace Windu, poiché prende la sua forza dalle emozioni di chi la usa.
Forma VI: NIMAN

La Forma VI viene spesso associata a persone molto diplomatiche. Tenta di bilanciare tutti gli elementi del combattimento con spada laser, combinando gli stili inventati prima in un nuovo stile che richiede meno risorse energetiche. Il risultato è che le abilità in ogni area del combattimento è solo moderato, senza eccellere in nessuna. Questa generalizzazione rende il Niman adatto ai diplomatici, permettendo loro di addestrarsi nella politica invece che nel combattimento.
Forma VII: JUYO-VAAPAD

Il Juyo-Vaapad non appare così mobile come lo stile Ataru, perché non ci sono mosse come salti acrobatici o giravolte, ma le richieste tecniche sono molto maggiori. Chi lo usa dà molto spazio agli attacchi avversari per confondere il nemico, e in seguito attacca a sua volta con mosse imprevedibili e che a volte sembrano casuali. Se praticato correttamente diventa uno stile non prevedibile. La Forma VII chiede gli sforzi dello stile Djem-So, con la possibilità di controllare le emozioni in maniera molto più efficace.
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